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L'intelligenza artificiale in Europa è frenata dalla mancanza di focus strategico

In breve:

  • Secondo una nuova ricerca Fujitsu vi è una chiara comprensione dei potenziali vantaggi funzionali della AI e la sua diffusione è in crescita
  • Nonostante questo, solo il 25% delle aziende europee intervistate considera strategicamente importante la AI, e solo l'11% possiede attualmente una strategia AI
  • Il coinvolgimento del top management nella pianificazione della AI è sostenuto, ma non si è ancora tradotto in iniziative strategiche diffuse; le aziende rischiano pertanto di lasciarsi sfuggire vantaggi strategici
  • L'industria, in particolare, ritiene che i principali vantaggi della AI siano legati alle potenzialità della manutenzione predittiva per razionalizzare le operazioni, alla superiore adattabilità della produzione e all'efficienza che scaturisce dall'automazione
Milano, 21 maggio, 2018 – Gli enormi vantaggi di business potenzialmente offerti dall'intelligenza artificiale (AI) sono attualmente frenati in Europa dalla mancanza di focus strategico; la conseguenza è che le aziende rischiano di perdere l'opportunità di utilizzare la AI per trasformare il proprio business. Questo quanto emerge da una nuova ricerca co-pubblicata da Fujitsu e realizzata con Pierre Audoin Consultants1 (PAC) e che ha coinvolto i responsabili decisionali senior dei comparti business e IT di 240 aziende europee2 appartenenti a settori come automotive, industria e retail.
La principale evidenza emersa dal report è una sorprendente mancanza di focus strategico per i progetti legati all’utilizzo dell’AI, anche se, a livello funzionale, risultano chiari i vantaggi del suo impiego nell’innovare i processi legati alle applicazioni business, i crescenti livelli di diffusione e l'ampio coinvolgimento del top management nella pianificazione della sua adozione.
Nonostante tutto questo, solo un'azienda intervistata su quattro considera la AI strategicamente importante, e solo l'11% ha già posto in essere una strategia AI. All'interno del comparto industriale, la maggior potenzialità percepita dall'adozione della AI riguarda la manutenzione predittiva, che il 75% degli intervistati valuta ‘di grande valore’. Il report attribuisce questo risultato all'importanza della puntualità della produzione o consegna del prodotto ordinato ai fini della razionalizzazione delle attività di fabbrica, con previsioni che nascono dall'analisi e dall'utilizzo di algoritmi sui dati di runtime dei macchinari. Sempre di grande valore è ritenuta la capacità di incrementare l'adattabilità dei processi di fabbricazione a nuovi prodotti (70% del campione pertinente) e di aumentare l'efficienza produttiva per mezzo dell'automazione dei processi di produzione supportati dalla AI (60%).
La maggior parte del campione intervistato si dichiara concorde sul valore insito nella AI per offrire una migliore comprensione del cliente all'interno delle funzioni vendite e marketing, rilevare e prevenire frodi nei dipartimenti finance e contabilità, automatizzare la pianificazione e il fulfillment della supply chain nell'area Supply Chain Management, apportare miglioramenti alla cybersicurezza nell'IT e migliorare la manutenzione predittiva nei reparti di produzione.
Al di là delle problematiche legali e di compliance, i principali freni inibitori verso l'adozione della AI sono considerati essere la mancanza di disponibilità della AI all'interno delle soluzioni (un ostacolo ritenuto significativo dal 61%) e il freno rappresentato dalla cultura e dai processi presenti internamente alle aziende (52%). Tuttavia, ulteriori prove della forte domanda di applicazioni AI emergono dal dato secondo il quale tre intervistati su cinque sono scontenti della velocità alla quale la AI viene inserita all'interno delle soluzioni IT.
Bruno Sirletti Presidente e Amministratore Delegato di Fujtsu Italia ha dichiarato: “Sembra proprio che l’Intelligenza Artificiale si stia diffondendo sulla scia delle esigenze funzionali, con una chiara comprensione dei vantaggi offerti e con iniziative a buon punto in tutta Europa. Tuttavia, a nostro parere, l'apparente mancanza di un framework strategico per la AI è sorprendente ed è indicativa della necessità di un maggior coinvolgimento del top management per liberare tutte le potenzialità di questa tecnologia rivoluzionaria. Siamo convinti che vi sia attualmente un'enfasi eccessiva sull'ottimizzazione, che è spinta dalla necessità di provare come la AI conduca a risultati di business migliori. Non riuscendo ad assumere un approccio strategico, a modificare la cultura interna e a rimuovere i colli di bottiglia le aziende stanno lasciandosi sfuggire l'opportunità di implementare app rivoluzionarie capaci di migliorare radicalmente la customer experience e promuovere un nuovo paradigma di importanti opportunità di business”.

Quasi metà delle aziende interpellate possiede già un'implementazione AI attiva. Entro i prossimi due anni, il 70% delle aziende avrà dotato le proprie applicazioni business esistenti con la tecnologia AI. La prontezza ad adottare la AI sembra essere spinta da una comune consapevolezza del valore funzionale offerto dagli investimenti a favore della AI. Per esempio, quasi l'80% degli intervistati prevede di ricavare valore elevato dall'automazione dei workflow per ridurre i livelli di interazione umana, il 73% ritiene che questo porterà a un più veloce completamento dei processi di business, e il 72% prevede di poter ottenere migliori e più frequenti raccomandazioni come ad esempio quelle inerenti la manutenzione predittiva o quelle su nuovi prodotti e servizi.

Ecco altri dati emersi dalla ricerca:

  • Per quanto riguarda le competenze richieste ai produttori di applicazioni business per poter incorporare tecnologie AI, i principali requisiti comprendono l'importanza di scegliere un fornitore che capisca le potenzialità innovative della AI e che possa presentare esempi di casistiche di utilizzo pertinenti e di successo.
  • In Italia e Spagna vi sono meno aziende (il 17% contro la media europea del 22%) che considerano strategicamente importante la AI, suggerendo l'esistenza di una maggior circospezione nei confronti di questa tecnologia nell'Europa meridionale.
  • La regione DACH (Germania, Austria e Svizzera) è più lenta nell'implementare la AI rispetto ad altre regioni, con solo il 10% che già utilizza tool e tecnologie AI.
  • All'estremo opposto si trovano i Paesi scandinavi (Danimarca, Svezia e Finlandia) che sono i più entusiasti nei confronti della AI, con il 17% delle aziende che ha già attuato una strategia AI, mentre nel Regno Unito vi è la maggior propensione a considerare strategicamente importante la AI (il 33% contro la media europea del 25%).
  • Le realtà industriali prevedono che i maggiori vantaggi derivanti dalla AI saranno la riduzione dell'errore umano (citata dal 60%), la minimizzazione dell'interazione umana (51%) e la riduzione dei processi manuali (43%).
  • All'interno dei settori servizi, commercio e trasporti, gli intervistati sono più propensi ad avere una strategia AI in corso (15%) e disposti a cercare competenze e insight esternamente alle rispettive aziende (25%) rispetto ad altri comparti.

Note
1Fondata nel 1976, Pierre Audoin Consultants (PAC) è una società europea di ricerche e consulenza rivolta al settore del software, dei servizi IT e della trasformazione digitale. CXP Group offre ai propri clienti servizi di supporto completi per la valutazione, la selezione e l'ottimizzazione delle soluzioni software e per la valutazione e la selezione dei provider di servizi IT accompagnandoli nell'ottimizzazione delle strategie di approvvigionamento e investimento. Per maggiori informazioni: www.pac-online.com.
2Per lo studio dal titolo “What AI can do for business applications”, PAC ha intervistato responsabili decisionali business e IT di livello senior in 240 aziende da oltre 1.000 dipendenti nella regione DACH (Austria, Svizzera, Germania) e in Francia, Regno Unito, Italia, Spagna e Paesi scandinavi (Finlandia, Svezia, Danimarca) operanti in settori come industria, servizi, commercio e trasporti.

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Date: 21 maggio, 2018
City: Milano